LA GRAFOLOGIA MORETTIANA TRA L’ARCHETIPO DIO E IL VERO INFINITO

La grafologia di padre Girolamo Moretti può essere osservata attraverso molte prospettive: quella storico-culturale, quella prettamente scientifica, quella strettamente grafologica, quella psicologica.
Nello studio qui proposto, l’approccio alla grafologia morettiana è quello religioso. Essendo il padre della grafologia italiana un frate francescano, si sono ricercate le tracce della sua fede nella visione dell’uomo sottesa alla sua grafologia e si è rinvenuta un’immagine primordiale di enorme valenza simbolica: il vero Infinito, che per Moretti è Dio.
Come spesso accade quando si studia l’opera di un genio, quale fu Girolamo Moretti, la portata della sua innovazione è ampiamente laica e fortemente trasversale.
A sostegno di tale convinzione si sono ricercati i contatti con uno degli archetipi più straordinari tra quelli indagati da Jung, l’archetipo Dio. In tal modo la visione religiosa dell’uomo proposta da Moretti, che vede la fede come strumento di salvezza, diventa la fiducia nell’azione salvifica dell’imago dei indagata da Jung: per entrambi, l’obiettivo è uno stato di benessere garantito dall’incontro dell’uomo con la propria anima, salvata dalla nevrosi e dal peccato.

