
Una leggenda narra che, nella notte dei tempi, Dio chiese a tutti i fiori quali doni volessero ricevere: Tarassaco, a questa domanda, si trovò impreparato e iniziò a balbettare….
Non riusciva a scegliere: lui avrebbe voluto essere come il sole, somigliare alla luna e sembrare polvere di stelle.
Dio osservò a lungo Tarassaco e, dopo aver ascoltato tutti, notò era il fiore meno vanitoso: non aveva chiesto di essere bello o di essere profumato, di avere una corolla sgargiante o di essere slanciato, di essere ricco o di essere forte.
Lui voleva solo somigliare al cielo.
Dio, allora, concesse a Tarassaco tutti e tre i doni che aveva desiderato.
È questa la ragione per cui, ancor oggi, questo fiore col suo giallosole è il primo a nutrire le api, è l’unico che, dopo esser divenuto luna, può giocare con i bambini che soffiano le sue stelle in cielo.
Forse è anche per questo che cresce ovunque: riesce sempre a rialzare la sua corolla anche quando viene calpestato.
